Vendere oro da investimento genera una plusvalenza tassata al 26%. Ma la differenza tra avere o non avere i documenti d'acquisto può valere migliaia di euro.
Se una persona fisica vende oro da investimento fuori dall'attività d'impresa, si applica un'imposta sostitutiva del 26%. Su cosa si calcola quel 26% dipende però da un solo fattore:
Oro acquistato a 30.000 € e venduto a 50.000 €:
| Situazione | Base imponibile | Imposta 26% |
|---|---|---|
| Con documentazione d'acquisto | 20.000 € (il guadagno) | 5.200 € |
| Senza documentazione | 50.000 € (tutto l'incasso) | 13.000 € |
A parità di oro venduto, la differenza è di 7.800 €.
Non serve necessariamente una fattura. Vale qualunque documento fiscalmente idoneo a dimostrare il costo d'acquisto:
Il certificato del lingotto, da solo, non basta: prova peso e purezza, non quanto è stato pagato. Allo stesso modo la quotazione storica dell'oro non dimostra la data, la quantità né il prezzo effettivamente pagato.
Sono i casi più delicati, perché cambia quale valore si può usare come costo fiscale e con quali documenti dimostrarlo.
Serve poter dimostrare che quell'oro faceva parte dell'eredità e con quale valore. Sono utili la dichiarazione di successione con indicazione analitica dei beni, l'inventario notarile, il verbale di apertura della cassetta di sicurezza, la perizia redatta all'epoca. Una voce generica del tipo "gioielli e beni mobili: 20.000 €" rende molto difficile stabilire quale parte riguardi l'oro poi venduto.
È il caso più insidioso: il valore scritto nell'atto di donazione non diventa automaticamente il costo fiscale di chi riceve. In via prudenziale può essere necessario risalire al costo originario sostenuto dal donante, quindi la continuità documentale tra donante e donatario è essenziale.
L'età dell'acquisto non è un problema in sé: il problema è dimostrarlo. Restano utili estratti conto, ordini, corrispondenza con il venditore, documenti di custodia — purché collegabili a uno specifico lotto di monete o lingotti.
Questa disciplina riguarda tipicamente l'oro da investimento: lingotti, placchette e monete d'oro con i requisiti di legge. Collane, anelli, bracciali e oreficeria in genere sono oggetti personali e possono seguire regole diverse: non dare per scontato che il calcolo visto sopra si applichi anche a loro.
Se hai comprato lo stesso tipo di moneta in momenti diversi e a prezzi diversi, quando ne vendi alcune conta stabilire quali stai cedendo: ogni acquisto ha un costo e una documentazione propri, e la scelta cambia la plusvalenza. Conviene tenere separati i singoli acquisti, con i rispettivi documenti, invece di trattarli come un unico blocco indistinto.
Se prevedi di vendere, conviene preparare in anticipo un fascicolo che raccolga: titolo di provenienza (acquisto, successione o donazione), elenco dettagliato di monete e lingotti con peso, purezza ed eventuali numeri di serie, costo o valore fiscale attribuito a ciascun bene, documentazione bancaria, imposte e spese accessorie. Con importi rilevanti e documentazione incompleta, farlo valutare da un commercialista prima della vendita evita sorprese.
Le plusvalenze da cessione di oro da investimento si indicano nel Quadro RT del Modello Redditi Persone Fisiche, tra i redditi diversi di natura finanziaria.
Questa pagina ha finalità informative e riflette la disciplina applicabile alle persone fisiche fuori dall'attività d'impresa per le cessioni di oro da investimento (lingotti, placchette e monete d'oro con i requisiti di legge); gioielli e oggetti personali possono seguire regole diverse. Le norme fiscali cambiano nel tempo e ogni situazione ha specificità proprie: queste informazioni non costituiscono consulenza fiscale e non sostituiscono il parere di un commercialista.
Sterlina Gold conserva la documentazione d'acquisto allegata a ogni singolo prodotto e ti avvisa quando un pezzo ne è sprovvisto. A fine anno genera il riepilogo delle plusvalenze, pronto per il commercialista.
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